Filtra per categoria

Durc online e vecchia procedura

Per il Durc online vecchia procedura se mancano i dati negli archivi
Il Durc online , che sarà operativo dal 1° luglio, sostituirà il “vecchio” Durc nelle fattispecie di erogazioni di sovvenzioni, contributi e sussidi; nell’ambito delle procedure degli appalti pubblici; negli appalti privati nell’edilizia e per il rilascio dell’attestazione Soa, cioè la certificazione che garantisce il possesso da parte dell’imprea di tutti i requisiti richiesti dalla normativa in ambito di contratti pubblici di lavori.

Tuttavia, in base all’articolo 9, comma 2, del decreto del ministero del Lavoro 30 gennaio 2015, pubblicato il 1° giugno in Gazzetta ufficiale, l’attuale iter di richiesta del Durc rimane valido nelle «ipotesi per le quali la verifica (secondo il nuovo impianto) non è possibile per l’assenza delle necessarie informazioni negli archivi informatizzati».

Evidentemente – come sottolineato nel preambolo del decreto interministeriale – le difficoltà tecniche di interconnessione tra le banche dati degli enti coinvolti oltre a ritardare l’attuazione del Durc online prevista dal decreto legge 34/2014, non sono ancora completamente superate.

Dovrebbe trattarsi di ipotesi residuali, comunque legate al periodo transitorio (fino al 1° gennaio 2017) durante il quale l’esclusione dal nuovo sistema riguarda anche alcune precise fattispecie come, per esempio, l’ottenimento del Durc per certificare i crediti nei confronti della pubblica amministrazione.

I soggetti abilitati ad accedere alla nuova procedura sono le stazioni appaltanti pubbliche, le amministrazioni pubbliche in genere, i gestori di pubblici servizi, ma con riguardo a questi organismi, il sistema non presenta una rivoluzione poiché l’obbligo di procurarsi direttamente il Durc era già stato introdotto dal decreto legge 5/2012.

Ciò che cambia è la modalità di rilascio, anche nei confronti degli altri soggetti coinvolti dalla nuova procedura, ossia la stessa impresa o il lavoratore autonomo interessato (con riferimento alla propria posizione contributiva) ovvero chiunque altro vi abbia interesse, purché dietro delega della medesima impresa o del lavoratore autonomo: infatti, scompare il termine di 30 giorni che gli enti (Inps, Inail, Casse edili) avevano per rilasciare il documento e l’interrogazione potrà avvenire in tempo reale, inserendo il codice fiscale del soggetto da verificare (una volta acquisite le credenziali di accesso al nuovo sistema).

Questo creerà indubbi vantaggi, ad esempio nell’ambito degli appalti privati (per cercare di arginare la responsabilità solidale in materia contributiva) dove il committente imprenditore – acquisita la delega da parte dell’appaltatore – potrà verificare la regolarità contributiva e assicurativa in qualsiasi momento, senza dover richiedere periodicamente il Durc, come avviene nell’attuale regime.

Sempre tramite delega, potranno proporre l’interrogazione del Durc online anche le banche e gli intermediari finanziari, per controllare la regolarità nell’ambito delle procedure correlate ai crediti certificati nei confronti della Pa. A essere abilitati alla verifica, per conto dell’interessato, sono altresì i consulenti del lavoro e gli altri soggetti individuati da norme speciali.

-->