Filtra per categoria

Cig in deroga e TFR

Cig in deroga e TFR: sentenza del Tribunale di Brindisi
Riguardo all’argomento del titolo,si ritiene confacente premettere che aseguito di corrispondente quesito,l’Inps con il messaggio n. 23953 del 23 ottebre 2009 , in materia di rimborso delle quote di TFR maturate durante il periodo di CIG e di irrilevanza dei periodi di CIG in deroga forni’ le seguenti precisazioni.

Il quesito ha alla base domanda se l’intervento della CIG in deroga a seguito della conclusione di un periodo di CIGS possa avere effetto sull’applicazione del rimborso delle quote di TFR maturate durante il periodo di CIGS ai sensi dell’art. 2, comma 2, della legge n. 464/1972.

In proposito viene rammentato che la norma prima citata stabilisce che “Per i lavoratori licenziati al termine del periodo di integrazione salariale, le aziende possono richiedere il rimborso alla Cassa integrazione guadagni dell’indennità di anzianità, corrisposta agli interessati, limitatamente alla quota maturata durante il periodo predetto.” e che con successive circolari interpretative è stato chiarito chiarito che la possibilità di rimborso, ora riguardante le quote di TFR ( sostitutivo dell’indennità di anzianità), è preclusa qualora sia intervenuto un evento che interrompe la continuità cronologica della sospensione dal lavoro (prima del licenziamento) ed infine che le quote rimborsabili sono soltanto quelle dei periodi integrati immediatamente prima del licenziamento,mentre non si considerano interruttive della sospensione l’astensione per maternità, le festività, la rioccupazione a tempo determinato presso altra impresa se regolarmente comunicato.

Il messaggio aggiunge che parimenti non è da considerare evento interruttivo la collocazione in CIG in deroga, che mantiene lo stato di sospensione attribuendone il finanziamento ad un fondo di natura non contributiva,pur se la condizione di sospensione per intervento della CIG in deroga non può prevedere il rimborso delle relative quote di TFR maturate ,in quanto non sussiste alcuna norma che lo preveda specificamente.
Conclusivamente l’Inps affermò che pertanto va riconosciuto il rimborso delle quote di TFR maturate durante l’intervento della CIGS (per tale solo periodo) ,anche nel caso in cui sopravvenga il licenziamento del lavoratore dopo un ulteriore periodo di CIG in deroga fruito senza soluzione di continuità dopo la conclusione del periodo di CIGS autorizzato.

La suddetta posizione dell’Inps ,però’ , non risulta confermata dal giudice del lavoro di Brindisi ,che con la sentenza 805 del 20/5/2015,(commentata su Italia Oggi del 29 maggio 2015) ha chiarito su chi gravi l’onere del pagamento del tfr per i periodi d’integrazione salariale straordinaria in deroga, nell’ipotesi in cui, al termine del periodo, il lavoratore non sia stato riassorbito.

Si tratta di un intervento di notevole importanza, in quanto affronta un vuoto normativo e giurisprudenziale. A tal fine è utile rammentare che il comma 3 dell’art. 2120 c.c. stabilisce che in caso di sospensione della prestazione di lavoro nel corso dell’anno per una delle cause di cui all’art. 2110 (infortunio, malattia, gravidanza, puerperio), nonché in caso di sospensione totale o parziale per la quale sia prevista l’integrazione salariale, deve essere computato nella retribuzione di cui al primo comma (ossia la retribuzione imponibile ai fini tfr) l’equivalente della retribuzione a cui il lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto di lavoro.

Sicché, in caso di cigs e cigo, il tfr spetta, considerando la retribuzione come se il lavoratore avesse svolto il normale orario di lavoro. Nel caso in cui il lavoratore, al termine del periodo di integrazione salariale, venga rioccupato, il trattamento resta a carico del datore di lavoro. Viceversa, è posto a carico della cig se il lavoratore venga licenziato, al termine del periodo di sospensione (come è avvenuto nella vicenda oggi in esame). Sicché, ove si postuli l’esistenza di tale diritto in capo al lavoratore, postulato non condiviso, comunque, da chi scrive, nel vuoto normativo, l’unico canone interpretativo esistente è quello analogico dei principi vigenti per cigs e cigo: solo nell’ipotesi in cui il lavoratore al termine del periodo di cig in deroga venga riassunto, graverà su parte datoriale, l’onere del tfr maturato nel periodo di sospensione.

L’arresto giurisprudenziale, al di là delle diverse posizioni difensive, pur nella sua sinteticità, appare comunque apprezzabile, in quanto colma un vuoto normativo e giurisprudenziale certamente foriero di ulteriori giudizi.
Si tratta di aspettare eventuali interventi in proposito da parte della stesso Inps e del Mlps sulla sentenza sopra evidenziata

-->