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Disoccupati rimpatriati, il nuovo regime Inps

Disoccupati rimpatriati, il nuovo regime Inps
I regolamenti comunitari in materia di sicurezza sociale (CE) n. 883/2004 e (CE) n. 987/2009, in vigore dal 1° maggio 2010, in vigore trovano applicazione:

  • a decorrere dal 1° maggio 2010, ai 27 stati membri dell’Unione europea – Italia, Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Regno Unito (Gran Bretagna e Irlanda del Nord), Grecia, Irlanda, Spagna, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia, Repubblica Ceca, Repubblica di Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovenia, Slovacchia, Ungheria, Romania e Bulgaria (circolari Inps n. 82 e n. 85 del 1° luglio 2010);
  • a decorrere dal 1° aprile 2012, alla Svizzera (Inps, messaggio n. 13142 del 6 agosto 2012, circolare n. 3 dell’8 gennaio 2013 e circolare n. 50 del 4 aprile 2013);
  • a decorrere dal 1° giugno 2012, agli Stati See e cioè Islanda, Liechtenstein e Norvegia (circolare Inps n. 3 dell’8 gennaio 2013);
  • a decorrere dal 1° luglio 2013, alla Croazia (messaggio Inps n. 12242 del 30 luglio 2013).

La legge 28 giugno 2012, n. 92, ha dettato nuove norme in materia di mercato del lavoro e di ammortizzatori sociali introducendo, all’art. 2, comma 1, in sostituzione della Disoccupazione e con decorrenza 1° gennaio 2013, l’Assicurazione sociale per l’impiego (ASpI) per la tutela assicurativa dei lavoratori subordinati disoccupati involontariamente. Il Dlgs 22/2015 ha poi modificato nuovamente il trattamento di disoccupazione con l’introduzione della Naspi, in sostituzione di Aspi e Miniaspi. Pertanto con il 1° di maggio e per gli eventi di disoccupazione decorrenti da tale data viene erogata quindi la Naspi (circolare Inps 94/2015 ).
Con la circolare n. 106/2015 in commento l’Inps precisa i principi a base dell’erogazione di tale trattamento nel rispetto della legge 25 luglio 1975, n. 402, ai lavoratori italiani rimpatriati e disoccupati.

Per quanto concerne i requisiti e la durata per fruire della prestazione non vi sono variazioni né per effetto dell’entrata in vigore dei nuovi regolamenti comunitari, né a seguito delle modifiche introdotte dalla legge n. 92 del 2012. Per poter accedere alla prestazione di disoccupazione il lavoratore italiano rimpatriato rimasto disoccupato deve presentare apposita domanda e soddisfare, oltre alle condizioni sopra richiamate, i seguenti requisiti:

  1. essere rimpatriato entro 180 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro;
  2. avere reso la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro entro 30 giorni dalla data del rimpatrio.

La domanda non è soggetta a termini di presentazione, né la data di presentazione della stessa ha effetti sulla decorrenza della prestazione medesima. Nel caso di prima domanda, la durata del rapporto di lavoro all’estero è ininfluente ai fini del diritto, mentre, per le domande successive alla prima, l’interessato deve avere svolto un periodo di lavoro subordinato per almeno 12 mesi, di cui almeno 7 devono essere stati effettuati all’estero.
La prestazione decorre:

  • dal giorno del rimpatrio, nel caso in cui la persona disoccupata abbia reso la dichiarazione di disponibilità al lavoro entro i 7 giorni successivi alla data del rimpatrio stesso;
  • dal giorno della dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, se la stessa viene resa a decorrere dall’8° ed entro il 30° giorno successivi alla data del rimpatrio.

L’importo della prestazione è calcolato sulla base delle retribuzioni convenzionali.
Possono esserci diverse situazioni del lavoratore e diversa sarà la modalità di trattazione delle domande di disoccupazione:

  1. cittadino italiano disoccupato che rientra da uno Stato estero non convenzionato. In questo caso, in presenza di tutti i requisiti sopra elencati, ha diritto alla prestazione per la durata massima prevista di 180 giorni. Con la domanda dovrà essere prodotta dichiarazione attestante il licenziamento o il mancato rinnovo del contratto, rilasciata dal datore di lavoro all’estero ovvero dalla competente autorità consolare italiana.
  2. cittadino italiano disoccupato che rientra da uno Stato estero che applica la normativa comunitaria: Paesi dell’Ue, Stati See (Islanda, Liechtenstein e Norvegia) e Svizzera. In tale ipotesi il disoccupato che beneficia di prestazione di disoccupazione a carico di uno Stato estero che rientra in Italia alla ricerca di un lavoro, può conservare il diritto alla prestazione, di norma, per un massimo di tre mesi, prorogabili, nel caso di alcuni Stati, fino ad un massimo di sei mesi.

Prima di determinare il diritto alla prestazione di disoccupazione per rimpatriati, deve essere accertato che nel Paese di provenienza non sia stato maturato il diritto ad una prestazione di disoccupazione. In tale caso la prestazione rimpatriati dovrà essere determinata tenendo presente le informazioni fornite dall’Istituzione estera nelle sezioni 5 e 6 del formulario U1 (certificazione dei periodi di assicurazione).

Nella sezione 6 del suddetto formulario, che deve essere sempre compilata, è indicato che il lavoratore ha diritto a prestazioni ai sensi dell’articolo 64 del regolamento e dovranno essere valutate anche le informazioni contenute nella sezione 2 del documento portatile U2.
Infatti, nel caso il richiedente abbia diritto a prestazioni a carico dell’Istituzione estera, le giornate già indennizzate da detta Istituzione dovranno essere detratte dalle giornate spettanti a titolo di prestazione di disoccupazione rimpatriati.

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