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Cig in deroga e maturazione Tfr

Cig in deroga e maturazione del Tfr
In caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato i prestatori hanno diritto al trattamento di fine rapporto, ovvero alle quote di retribuzione differita (opportunamente rivalutate) che maturano progressivamente nel corso dello svolgimento del rapporto medesimo.

A seguito di eventi che comportino la sospensione totale o parziale del rapporto per la quale sia prevista la integrazione salariale, la quota retributiva utile ai fini del Tfr deve essere computata sulla retribuzione a cui il lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto lavorativo (articolo 2120 codice civile, co. 3 ).

Quindi, in caso di cassa integrazione ordinaria o straordinaria, maturano le quote di Tfr in proporzione alla retribuzione calcolata secondo il normale orario di lavoro, comprensiva anche di eventuali compensi o indennità corrisposte in via ordinaria (interpello Minlav 33/2014 ). Se al termine (o nel corso) del periodo di integrazione interviene il licenziamento del lavoratore, le aziende possono richiedere il rimborso alla cassa integrazione guadagni dell’indennità di anzianità corrisposta agli interessati, limitatamente alla quota maturata durante il periodo predetto (art. 2, co. 2, L. n. 464/1972).

Le quote rimborsabili, ha precisato l’Inps, sono quelle immediatamente precedenti la cessazione del rapporto di lavoro: di conseguenza, se si verifica un evento che interrompe la sospensione (es. rioccupazione presso la stessa azienda), non sarà possibile imputare tali quote a carico della Cigs.

È possibile applicare la medesima regola alla cassa integrazione in deroga? In due successivi messaggi (23953/2009 e 14963/2010) l’Inps ha precisato che la collocazione del lavoratore in cassa integrazione in deroga non può essere considerato evento interruttivo, dal momento che mantiene lo stato di sospensione attribuendone il finanziamento ad un fondo di natura non contributiva.

Allo stesso tempo lo stato di sospensione del rapporto dovuto alla Cig in deroga, secondo l’istituto previdenziale, «non può prevedere rimborso delle relative quote di Tfr maturate non essendovi norma che lo preveda specificamente.”. È opportuno ricordare che la questione della possibilità di rimborso delle quote di Tfr maturate durante il periodo di cassa integrazione in deroga è stata recentemente oggetto di specifica interrogazione parlamentare alla quale il ministero del Lavoro ha risposto negativamente, ribadendo le posizioni espresse dall’Inps (v. allegato al bollettino in Commissione XI Lavoro 5-04556 del 4 febbraio 2015).

Più in particolare, si legge nella risposta, «la legge n.464 del 1972, avendo carattere di norma speciale, non può trovare applicazione in via analogica all’ipotesi di sospensione del rapporto con intervento della Cig in deroga». Secondo il Ministero, pertanto, l’ammissione al rimborso nella fattispecie indicata non potrebbe «prescindere da uno specifico intervento normativo per il quale occorre reperire la necessaria copertura finanziaria». In aggiunta, ha precisato il Ministero, il versamento del contributo addizionale previsto dall’articolo 8 della legge 160/1988 nel corso del trattamento di integrazione salariale, non è collegato in alcun modo all’eventuale diritto al rimborso delle quote di Tfr maturate essendo tale versamento dovuto da tutte le aziende che accedono ai trattamenti di integrazione salariale ordinaria, straordinaria e in deroga.

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