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Agenzia unica del lavoro

Agenzia unica del lavoro in diritura d’arrivo con esclusione della sicurezza sul lavoro              

L’istituzione dell’Ispettorato nazionale del lavoro, previsto nella legge delega del Jobs Act, sarà a breve discussa in un Consiglio dei ministri, ma nell’esame non sarà compreso il capitolo sicurezza sul lavoro, materia di competenza concorrente fra Stato e Regione, «perchè avrebbe rallentato i tempi». La costituzione di una specifica Agenzia unica sulla sicurezza «potrebbe invece essere decisa il prossimo anno», una volta ridefinita la competenza in materia, che il governo vorrebbe riportare allo Stato.

Alcuni dettagli del piano di lavoro dell’esecutivo Renzi in materia di attività ispettive e attività di prevenzione sono stati anticipati ieri a Milano da Giuseppe Piegari, dirigente del Segretariato generale del ministero del Lavoro e presidente della Commissione interpelli, nel corso del convegno intitolato «Salute e sicurezza al centro: lo scenario europeo», tenutosi nella sede di Assolombarda, che lo ha organizzato in partnership con Federmeccanica e Ceemet, la Federazione europea degli imprenditori del settore metalmeccanico.

Durante l’incontro – a cui hanno preso parte istituzioni, esperti europei e imprese italiane e internazionali – è stato fatto il punto sulla sicurezza in area comunitaria, valutando i progressi compiuti negli ultimi 25 anni non solo grazie a iniziative legislative pubbliche, azioni strategiche globali e percorsi di informazione e formazione sul tema, ma anche, sul fronte privato, per mezzo della promozione di una nuova cultura manageriale che – come ha sottolineato il direttore generale di Federmeccanica, Stefano Franchi – «consideri la salute e la sicurezza non come costi, ma come investimenti per l’ottenimento di vantaggi competitivi per le aziende».

Alcuni dati danno conto dei (grandi) progressi compiuti: dal 2007 al 2011, in particolare, è stato possibile ridurre del 27,9% il tasso d’incidenza degli infortuni che hanno comportato un’assenza superiore a tre giorni, «quelli che – ha dichiarato il direttore generale di Assolombarda, Michele Angelo Verna – procurano il maggior danno economico alle imprese».

Anche migliore appare la situazione italiana: in base ai dati Inail-Eurostat, nel nostro Paese, grazie al successo delle politiche di prevenzione intraprese, l’incidenza infortunistica rispetto al periodo 2007-2012 è diminuita del 36%, con un totale di 1.717 incidenti per 100mila occupati, contro i 2.953 della Spagna, i 2.695 della Francia e i 2.630 della Germania. Politiche positive di cui è un po’ il simbolo Milano, «la quale – ha evidenziato il direttore di Assolombarda – con meno di otto infortuni all’anno in ambiente di lavoro ogni mille addetti rappresenta l’esempio virtuso in Europa in materia di sicurezza».

Molto resta ancora da fare, tuttavia, specialmente sul fronte della semplificazione burocratica, «da intendersi – ha detto Franchi – non come minori tutele in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ma come un percorso di miglioramento delle regole già in vigore». Concetto ribadito da Verna con particolare riguardo alle Pmi: «La semplificazione – ha detto – è amica della sicurezza, perchè più le regole sono semplici, più sono facilmente applicabili. Una grande battaglia di Assolombarda, su questo fronte, è quella per la riduzione degli oneri amministrativi mantenendo inalterato il livello di sicurezza fin qui raggiunto».

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