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Nuova Naspi: stato di disoccupazione per accesso

Naspi, stato di disoccupazione e altri requisiti di accesso
Il Dlgs n. 22 del 4 marzo 2015 recante “Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183” ha rivisitato le norme in materia di ammortizzatori sociali, introducendo con decorrenza 1° maggio 2015 la nuova indennità di disoccupazione ora denominata Naspi, in sostituzione delle preesistenti Aspi e mini Aspi.

I chiarimenti delle novità introdotte sono contenuti nella circolare Inps n. 94 del 12 maggio 2015, che presta particolare attenzione alla definizione dello stato di disoccupazione ed alle condizioni necessarie per poter beneficiare del nuovo ammortizzatore sociale.

Lo stato di disoccupazione
Il trattamento di Naspi è legato al verificarsi dello stato di disoccupazione involontario del soggetto richiedente e pertanto non è riconoscibile in caso di dimissioni o di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, ad eccezione delle ipotesi in cui le dimissioni siano state rassegnate per giusta causa, ovvero nel corso del periodo in cui permane il divieto di licenziamento per maternità (da 300 giorni prima della data presunta del parto e fino al compimento del primo anno di vita del bambino).
Nella circolare in argomento – al fine di delineare in modo univoco la materia – l’Inps chiarisce che si intendono per giusta causa, le dimissioni generate da:

  • mancato pagamento della retribuzione,
  • molestie sessuali nei luoghi di lavoro,
  • demansionamenti,
  • mobbing,
  • conseguenze legate a trasferimenti di azienda,
  • trasferimenti di sede non genuini,
  • comportamento ingiurioso del superiore gerarchico nei confronti del dipendente.

L’Istituto precisa, infine, che la risoluzione consensuale attuata in aziende che occupano più di 15 dipendenti ed eseguita nell’ambito di una procedura di conciliazione con deposito di Dtl, conservano comunque il diritto all’accesso all’ammortizzatore sociale.

Condizionalità
Il trattamento di Naspi presuppone ovviamente il permanere nello stato di disoccupazione e la sua erogazione è condizionata:

  • alla regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa ed ai percorsi di riqualificazione professionale,
  • al rispetto delle misure che saranno introdotte, per avviare la ricerca attiva di un’occupazione.

I Centri per l’Impiego sono tenuti a comunicare all’Inps le cause di decadenza dalla prestazione Naspi, con riferimento alle attività di loro competenza; i lavoratori, invece, rilasciano all’Inps la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID) in fase di presentazione della domanda di Naspi.

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