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Quir mobile

Tfr in busta, il prestito è «mobile»
La fine del rapporto di lavoro con il dipendente che aveva chiesto l’anticipo in busta paga del Tfr , in un’azienda sotto 50 addetti che usufruisce per questo scopo del finanziamento bancario, fa scattare per il datore di lavoro l’obbligo di rimborsare in anticipo l’istituto di credito, rispetto alla scadenza generale del 30 ottobre 2018 (entro la quale i datori di lavoro devono versare in un’unica soluzione i fondi ricevuti, interessi compresi). È quanto precisa l’accordo quadro siglato fra l’Abi e i ministeri dell’Economia e del Lavoro il 20 marzo 2015, sul finanziamento dei datori di lavoro che non intendano (o non possano) provvedere con risorse proprie all’anticipazione del Tfr in busta paga ai lavoratori che la richiedono.

Ma ripercorriamo gli step che le «piccole» aziende devono seguire per accedere ai finanziamenti garantiti dall’Inps.

La chance dell’anticipo
La legge di stabilità 2015 (legge 190/2014, articolo 1, commi da 26 a 34 ), ha previsto la possibilità per i lavoratori dipendenti del settore privato che abbiano determinati requisiti di richiedere il pagamento delle quote mensili di Tfr maturando da marzo di quest’anno a giugno del 2018, presentando un’istanza al datore di lavoro.

In realtà, i lavoratori dipendenti dalle aziende che richiederanno il finanziamento del sistema bancario potranno ricevere la Quir a partire dalla busta paga del quarto mese successivo alla presentazione dell’istanza (per le quote maturate da maggio 2015).

Il Dpcm 29 del 20 febbraio 2015 ha dato attuazione alle disposizioni della legge di stabilità e l’accordo tra l’Associazione bancaria italiana e i ministeri competenti ha disciplinato le linee guida dei finanziamenti.

L’accertamento dei requisiti
I datori che vogliono accedere al canale bancario devono seguire una serie rigorosa di passaggi: innanzitutto, accertare se hanno il requisito dimensionale richiesto, in base ai criteri adottati dall’Inps per individuare i soggetti obbligati a versare il Tfr al Fondo di tesoreria (circolare 70/2007 ). Nel computo bisogna considerare tutti i lavoratori subordinati, mentre i rapporti part-time vanno calcolati in proporzione all’orario di lavoro ridotto rispetto a quello contrattuale.

La circolare 82/2015 dell’Inps ha specificato che devono verificarsi per l’azienda due condizioni congiunte:

  • occupare un numero di lavoratori inferiore a 50 (nell’intero complesso aziendale) prendendo come riferimento la media annuale dei dipendenti in forza nel 2014;
  • non avere l’obbligo di versare il Tfr al Fondo di tesoreria Inps.

Sono, invece, escluse le aziende che – pur avendo occupato mediamente meno di 50 dipendenti al 31 dicembre dell’anno precedente – siano comunque tenute a “girare” il Tfr al Fondo di tesoreria. I datori per i quali nel 2007 è scattato l’obbligo di versare il Tfr al Fondo di tesoreria conservano infatti questo onere anche se l’organico è poi sceso sotto 50 addetti.

Gli step per l’accesso
Innanzitutto, il datore interessato al finanziamento deve consegnare all’istituto bancario aderente all’accordo quadro del 20 marzo 2015 la documentazione necessaria: la certificazione rilasciata dall’Inps sui requisiti richiesti, la visura camerale attestante che l’azienda non si trovi in una delle condizioni ostative rispetto all’erogazione della Quir (procedure concorsuali in corso, accordi di ristrutturazione del debito e altre ipotesi previste dall’articolo 3, del Dpcm del 20 febbraio), ulteriori informazioni eventualmente richieste dalla banca. Il datore può rivolgersi a un solo istituto di credito per richiedere il prestito sulla Quir (quota integrativa della retribuzione).

Per richiedere la certificazione all’Inps, il datore deve utilizzare il modulo «Quir» all’interno dell’applicazione web «DiResCo»: se ci sono le condizioni richieste e l’azienda non è coinvolta in procedure di Cigs o di Cigd (in prosecuzione della Cigs), l’istituto rilascia il documento con esito positivo, in capo alla posizione contributiva del datore. Se il datore di lavoro è in possesso di più matricole contributive (nonostante la regola generale dell’unicità della posizione contributiva ci sono alcune eccezioni) devono essere richieste altrettante certificazioni.

Esaurito questo passaggio, il datore potrà stipulare il contratto di finanziamento con l’istituto bancario aderente all’accordo Abi, sostenendo le spese notarili. Il finanziamento può riguardare anche solo le Quir di alcuni lavoratori, potendo il datore corrisponderne alcune con risorse proprie.

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