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Partenza Bonus bebè

Al via le domande per il bonus bebè
Da oggi si potranno presentare le domande per il bonus bebè. La legge di stabilità per il 2015 ha previsto, tra gli altri, interventi a favore delle famiglie con l’introduzione di un bonus per ogni figlio nato o adottato tra il 1° gennaio 2015 ed il 31 dicembre 2017 di 960,00 euro, da potere erogare mese per mese ed a d istante telematica della parte interessata. Tale bonus è erogato, sussistendo le condizioni, fino al terzo anno di vita del bambino, ovvero fino al terzo anno dall’ingresso in famiglia del figlio adottato.
Tale importo viene previsto per i bambini di cittadini italiani o comunitari oppure per i figli di cittadini di Stati extracomunitari, ma titolari del regolare permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, residenti in Italia. Per l’erogazione dell’importo di cui sopra è necessaria altresì il rispetto della condizione reddituale: il nucleo familiare di appartenenza del genitore richiedente deve avere una situazione economica corrispondente ad un valore dell’ISEE non superiore ai 25.000 euro annui.

Per i nuclei familiari in possesso di un ISEE non superiore a 7.000 euro annui, l’importo annuale dell’assegno è raddoppiato.

Tale importo viene erogato dall’INPS, come detto su domanda esclusivamente telematica.

La legge di stabilità rinviava per la regolamentazione della fruizione del bonus ad un D.P.C.M. che è stato emanato il 27 febbraio 2015 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 83 del 10 aprile 2015.

Il D.P.C.M. ha fornito le linee di indirizzo operativo. L’Inps – che è l’ente deputato all’erogazione dell’assegno – ha fornito le proprie indicazioni operative con circolare 8 maggio 2015, n. 93.

L’assegno è riconosciuto per ogni figlio nato o adottato tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017 fino ai tre anni di vita del bambino oppure fino ai tre anni dall’ingresso del figlio adottivo nel nucleo familiare a seguito dell’adozione.

L’assegno spetta anche in caso di affidamento preadottivo del minore disposto dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2017.

In via transitoria, nel caso in cui il figlio sia stato adottato nel triennio 2015-2017, ma sia entrato in famiglia a titolo di affidamento preadottivo in data antecedente al 1° gennaio 2015, l’assegno spetta per un triennio a decorrere dal 1° gennaio 2015.

Qualora il figlio nato o adottato nel triennio 2015-2017 sia collocato temporaneamente presso un’altra famiglia ai sensi dell’art. 2 della legge 184 del 1983, l’assegno è corrisposto all’affidatario, su apposita domanda e limitatamente al periodo di durata dell’affidamento.
Per gli aspetti reddituali, come detto, vi deve essere il rispetto del valore dell’ISEE calcolato in riferimento al nucleo familiare del genitore richiedente ai sensi del D.P.C.M. 5 dicembre 2013, n. 159 “Regolamento concernente la revisione delle modalità di determinazione ed i campi di applicazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE)”. Si precisa al riguardo che il nucleo familiare è definito dall’articolo 3 del Decreto stesso.
Nel caso in cui il minore sia affidato temporaneamente ad una famiglia, il requisito dell’ISEE è calcolato con riferimento al nucleo familiare del quale fa parte il minore affidato. Invece i minori in affidamento temporaneo sono considerati nuclei familiari a sé stanti fatta salva la facoltà del genitore affidatario di considerarli parte del proprio nucleo.

Per poter richiedere l’assegno di cui alla presente circolare è necessario preliminarmente presentare una Dichiarazione Sostitutiva Unica secondo le nuove regole introdotte dal citato D.P.C.M. n. 159. È necessario altresì che nel nucleo familiare indicato nella predetta D.S.U. sia presente il figlio nato, adottato, o in affido preadottivo.

Per la domanda di assegno di cui alla circolare 92 non possono essere utilizzate le D.S.U. presentate nel 2014.

Il termine di validità di ogni D.S.U. scade il 15 gennaio dell’anno successivo a quello della sua presentazione. Pertanto, decorso tale termine, non si può utilizzare la D.S.U. scaduta ma occorre presentarne un’altra. Ne consegue che, in caso di mancata presentazione di una nuova D.S.U., il beneficio viene sospeso fino alla presentazione della nuova D.S.U.
La misura dell’assegno dipende quindi valore dell’ISEE calcolato con riferimento al nucleo familiare indicato al precedente paragrafo.

Quindi l’importo annuo dell’assegno è pari a:

  • 960 euro (80 euro al mese per 12 mesi), nel caso in cui il valore dell’ISEE non sia superiore a 25.000 euro annui;
  • 1.920 euro (160 euro al mese per 12 mesi), nel caso in cui il valore dell’ISEE non sia superiore a 7.000 euro annui.

L’assegno è riconosciuto per ogni figlio nato o adottato o in affido preadottivo disposto con ordinanza ex art. 22 della legge 184/1983 tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017, a decorrere dal giorno di nascita o di ingresso nel nucleo familiare del minore a seguito dell’adozione o dell’affidamento preadottivo e spetta, persistendo i requisiti di legge, fino al compimento del terzo anno di età del bambino oppure fino al terzo anno di ingresso del minore nel nucleo familiare a seguito dell’adozione o dell’affidamento preadottivo.

L’assegno è erogato per massimo 36 mensilità che si computano a partire dal mese di nascita/ingresso in famiglia.

Per quanto concerne i termini di presentazione della istanza telematica- secondo i consueti canali illustrati sul sito istituzionale – l’Istituto esamina le seguenti fattispecie e scadenze:

1) nel caso di figlio nato o adottato o in affido preadottivo, la domanda può essere presentata da uno dei genitori entro 90 giorni dalla nascita oppure dalla data di ingresso del minore nel nucleo familiare a seguito dell’adozione o dell’affidamento preadottivo;

2) qualora l’assegno sia stato già concesso ad uno dei genitori e, successivamente, il figlio venga affidato in via esclusiva all’altro genitore, o adottato solo dall’altro genitore, il primo decade dal diritto all’assegno, e quindi il genitore affidatario o adottivo può presentare una nuova domanda entro i 90 giorni dall’emanazione del provvedimento giudiziario di affido o di adozione. In tale caso, l’assegno spetta al genitore affidatario dal mese successivo a quello di emanazione del citato provvedimento;

3) nel caso di provvedimento di decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale del genitore che ha ottenuto il beneficio, l’altro genitore può presentare una nuova domanda entro il termine di 90 giorni dall’emanazione del provvedimento del giudice. In tale caso, l’assegno spetta a tale genitore a decorrere dal mese successivo a quello di emanazione del provvedimento giudiziario;

4) qualora il minore venga affidato temporaneamente ad una famiglia o persona singola, la domanda può essere presentata dall’affidatario entro il termine di 90 giorni dall’emanazione del provvedimento del giudice o del provvedimento dei servizi sociali reso esecutivo dal giudice tutelare (ai sensi dell’art. 4 della legge 184/1983 cit.). In tale caso l’assegno spetta a decorrere dal mese di emanazione del provvedimento di affido del Tribunale oppure del provvedimento di affido emanato dai servizi sociali (reso esecutivo dal giudice);

5) in caso di rinuncia al beneficio a favore dell’altro genitore, quest’ultimo può presentare una nuova domanda di assegno entro 90 giorni dalla rinuncia espressa. L’erogazione dell’assegno, verificati i requisiti di legge in capo al nuovo richiedente, riprenderà secondo la durata complessivamente già concessa e nelle modalità indicate nella nuova domanda;

6) in caso di decesso del genitore richiedente, l’erogazione dell’assegno prosegue a favore dell’altro genitore convivente col figlio. A tale fine quest’ultimo, fornirà all’Istituto gli elementi informativi necessari per la prosecuzione dell’assegno secondo le modalità prescelte, entro 90 giorni dalla data del decesso. In ogni caso, qualora la domanda sia presentata oltre i predetti termini di 90 giorni, l’assegno decorre dal mese di presentazione della domanda.

Per il periodo transitorio 1.1.2015 -27.04.2015 i 90 gg decorrono dalla data di pubblicazione del DPCM 27 aprile 2015. Pertanto le istanze per tale periodo possono essere presentate telematicamente entro il 27.7.2015.

L’istituto ricorda altresì le cause di decadenza dal bonus :

  • decesso del figlio;
  • revoca dell’adozione;
  • decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale;
  • affidamento esclusivo del minore al genitore che non ha presentato la domanda;
  • affidamento del minore a terzi.

L’erogazione dell’assegno è in caso di perdita di uno dei requisiti di legge superamento dei limiti ISEE o di provvedimento negativo del giudice che determina il venir meno dell’affidamento preadottivo ai sensi dell’art. 25 co. 7, legge 184/1983 citato.

Il soggetto richiedente è altresì tenuto ad informare l’INPS entro 30 gg il verificarsi di una delle condizioni di decadenza sopra indicate, ma ciò non impedisce che altro soggetto possa, in presenza dei requisiti, presentare istanza per lo stesso minore.

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