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Tfr in busta

Il finanziamento del Tfr di maggio si può chiedere a giugno
L’Inps fornirà in pochi giorni la certificazione necessaria per ottenere il finanziamento del Tfr in busta paga, ma per chiedere il prestito in banca, relativo al mese di maggio, ci sarà tempo fino a giugno.

Con la circolare 82/2015, l’istituto di previdenza ha fornito le indicazioni operative per l’erogazione mensile del trattamento di fine rapporto introdotta in via sperimentale per il periodo marzo 2015-giugno 2018 dalla legge di stabilità 2015. Per le aziende che provvederanno a pagare direttamente tali importi l’operazione non presenta particolari procedure amministrative: raccolte le richieste dei dipendenti in aprile, potranno erogare la Quir (quota integrativa della retribuzione, come è stato chiamato il Tfr in busta paga) da maggio.

I datori di lavoro che, invece, possono e vogliono fruire del finanziamento previsto anch’esso dalla legge di stabilità al fine di ricevere un anticipo mensile per pagare la Quir (rimborsandolo poi in un’unica soluzione a ottobre 2018), devono seguire una procedura specifica. In particolare, dopo aver raccolto le richieste dei dipendenti in aprile, dovranno chiedere all’Inps una certificazione che dovrà essere poi presentata alla banca per chiedere il finanziamento. Dato che l’Inps ha 30 giorni di tempo per rilasciare la certificazione, si pone il dubbio che tale documento possa arrivare dopo il 20 di maggio, termine ultimo per molte aziende per la compilazione del flusso Uniemens e il calcolo delle buste paga. In tale ipotesi i datori di lavoro non avrebbero la certezza di poter accedere o meno al prestito.

A questo riguardo, però, l’Inps ha fatto sapere che «il rilascio della certificazione avviene in pochi giorni, a condizione che il datore di lavoro abbia regolarmente presentato le denunce contributive, quindi largamente prima dei 30 giorni fissati dalle norme». Dunque secondo l’istituto di previdenza non si correrà il pericolo di andare oltre il 20 maggio (sempre che il datore di lavoro non si attardi troppo a richiedere la certificazione). Quest’ultimo, con l’Uniemens di maggio esporrà i dati Quir maturata da finanziare e nello stesso mese, secondo l’Inps, richiederà il finanziamento alla banca.

In realtà, su questo punto, l’Associazione bancaria italiana, che ha sottoscritto un accordo quadro con i ministeri dell’Economia e del Lavoro per regolare il finanziamento, è meno rigida. Infatti, contattata al riguardo, l’Abi ha precisato che l’imprenditore può chiedere il finanziamento a giugno perché comunque la banca avrà a disposizione luglio per prenotare l’importo e ricevere dall’Inps l’importo esatto della Quir da liquidare e quindi per finanziarlo in agosto, secondo la scansione temporale prevista dalle norme. A quel punto il datore di lavoro, con l’Uniemens di agosto, esporrà i dati della Quir liquidata.

Nel caso in cui il finanziamento non dovesse essere accordato dalla banca, caso comunque residuale posto che l’intermediario non deve effettuare valutazioni di merito creditizio, l’azienda dovrà modificare il flusso Uniemens di maggio attraverso la procedura di regolarizzazione (UniemensVig) e nel flusso di rettifica dovranno essere eliminati tutti i nuovi elementi relativi alla Quir.

Si tratta della stessa procedura che dovrà essere utilizzata sia nei casi in cui la banca interrompa anticipatamente il finanziamento, sia in caso di modifica della titolarità del rapporto di lavoro senza soluzione di continuità, per effetto di cessioni di contratto e di operazioni societarie straordinarie.

Laddove invece permanga l’obbligo del datore di lavoro di liquidare la Quir con risorse proprie, nel flusso di rettifica, dopo aver eliminato gli elementi relativi alla Quir da finanziare, dovrà essere valorizzato l’elemento “QuirlLiquidataBustaPaga” con i conseguenti impatti (applicazione della misura compensativa dell’esonero contributivo dello 0,28%).

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