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Disoccupazione ai co.co.co

Disoccupazione ai co.co.co. se ci sono i contributi
L’Inps fornisce con la circolare 83/2015 i primi chiarimenti per la nuova indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (Dis-Coll).

L’articolo 15 del Dlgs 22/15 ha introdotto per i collaboratori coordinati e continuativi una nuova prestazione di tutela del reddito che sostituisce la precedente prestazione una tantum, disciplinata dalla legge Fornero. I destinatari della Dis-Coll sono tutti i co.co.co. iscritti in via esclusiva alla Gestione separata Inps, non solo quelli a progetto; sono esclusi gli amministratori e i sindaci, i titolari di partita Iva e i pensionati. L’indennità copre gli eventi di disoccupazione verificati dal 1° gennaio 2015 e fino al 31 dicembre 2015, qualora il collaboratore soddisfi congiuntamente tre requisiti: stato di disoccupazione al momento della domanda; accredito contributivo di almeno tre mensilità nel periodo dal 1° gennaio dell’anno solare precedente e la cessazione dal lavoro; almeno un mese di contribuzione nell’anno solare della disoccupazione. Per il primo requisito l’Inps conferma che il rilascio della dichiarazione di immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa può essere effettuata dal lavoratore direttamente all’Inps al momento della presentazione della domanda. Sarà poi l’istituto a metterla a disposizione dei servizi del lavoro competenti. Invece, per quanto riguarda i requisiti contributivi viene precisato che per l’accredito della contribuzione non vige il principio dell’automaticità della prestazione previsto dall’articolo 2116 del Codice civile. In alternativa al mese di contribuzione versata nell’anno in cui si è verificata la cessazione del rapporto è riconosciuto anche un rapporto di collaborazione di durata pari almeno a un mese e che abbia dato luogo ad un reddito almeno pari alla metà dell’importo che dà diritto all’accredito di un mese di contribuzione (647,83 euro).

Ai fini del calcolo viene recepito il parere del ministero del Lavoro che consente di prendere a riferimento, ai fini della determinazione della base di calcolo e della misura della prestazione, anche le frazioni di mese, che – qualora si facesse riferimento ai soli “mesi di contribuzione” – non potrebbero essere oggetto di computo.

La Dis-Coll è corrisposta mensilmente per un periodo pari alla metà dei mesi o frazioni di essi di durata del rapporto o dei rapporti di collaborazione presenti nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione dal lavoro e fino al predetto evento. La durata non può comunque superare i sei mesi e si riduce in misura pari al 3% ogni mese dal 91° giorno di fruizione della prestazione in poi. I lavoratori dovranno presentare le domande all’Inps, esclusivamente in via telematica, entro il termine previsto (a pena di decadenza) di 68 giorni dalla data di cessazione del contratto di collaborazione e la Dis-Coll spetta dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto se la domanda è presentata entro l’ottavo giorno o, qualora la domanda sia presentata successivamente a tale data, la prestazione spetta dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda.

Fino all’11 maggio, data entro cui saranno resi disponibili i servizi di presentazione telematica, la domanda di Dis-Coll sarà accettata anche se questa è presentata in forma cartacea mediante il modulo disponibile nel sito internet dell’istituto o tramite Pec indirizzata alla sede territoriale competente.

Per gli eventi già verificati dal 1° gennaio il termine di 68 giorni decorre dal 27 aprile (data di pubblicazione della circolare).

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