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Ccnl terziario: novità sul limite CTD

Nel terziario contratti a termine compensabili tra più unità produttive
L’ipotesi di accordo, sottoscritta lo scorso 30 marzo 2015, per il rinnovo del Ccnl del terziario, oltre a una nuova tipologia, disciplinata dall’articolo 69 bis, e rivolta all’inserimento o alla ricollocazione di soggetti svantaggiati, provvede anche a ridefinire alcune disposizioni contrattuali valide nella generalità dei casi.

L’articolo 63, in particolare, fissa al 20% il limite d’impiego dei lavoratori a tempo rispetto all’organico a tempo indeterminato in forza nell’unità produttiva, con l’eccezione dei contratti conclusi per la fase di avvio di nuove attività (ai sensi dell’articolo 67), per sostituzione di lavoratori assenti con diritto alla conservazione del posto, nonché per la stipula dei contratti di sostegno all’occupazione.

Rimandando alla lettura del testo contrattuale per alcune previsioni specifiche, preme evidenziare che nelle singole unità produttive che occupino fino a 15 dipendenti è sempre consentita la stipulazione di contratti a termine per 4 lavoratori; da 16 a 30 dipendenti è consentita in ogni caso la stipulazione di contratti a tempo determinato per 6 lavoratori.
Fermo quanto sopra, l’azienda può assumere in una unità produttiva un numero di lavoratori superiore rispetto a quello previsto per ogni unità produttiva, portando le eccedenze a compenso del minor numero di lavoratori assunti in altre unità, in ogni caso nel limite del 28% dell’organico a tempo indeterminato in forza nell’unità produttiva.

Una disposizione particolare riguarda le cosiddette pause intermedie (stabilite in 10 e 20 giorni dall’articolo 5, comma 3, del Dlgs 368/2001): esse non si applicano nel caso di successivi contratti a termine se l’assunzione è legata a un’esigenza sostitutiva (senza eccezioni, includendosi quindi non solo la maternità o la malattia, ma anche eventuali aspettative eccetera).

L’articolo 66 precisa poi che le assunzioni con contratti a termine e di somministrazione a tempo determinato non potranno complessivamente superare il 28% annuo dell’organico a tempo indeterminato in forza nell’unità produttiva, esclusi i contratti conclusi per la fase di avvio di nuove attività, per sostituzione di lavoratori assenti con diritto alla conservazione del posto e al netto di altre specifiche ipotesi.

Di nuovo inserimento anche l’articolo 66 bis, che disciplina i contratti a termine in località turistiche. A tale proposito, l’ipotesi di accordo prevede che, in determinate località a prevalente vocazione turistica, le aziende che applicano il Ccnl del settore terziario, pur non esercitando attività stagionale secondo quanto previsto dall’elenco allegato al Dpr 1525/1963 (del quale, peraltro, è prevista la sostituzione con un nuovo decreto del ministero del Lavoro, secondo quanto disposto dall’articolo 19 dello schema di decreto legislativo presentato il 20 febbraio 2015 dal Consiglio dei ministri), e che devono gestire picchi di lavoro intensificati in determinati periodi dell’anno, le parti concordano che i contratti a tempo determinato conclusi per gestire i picchi siano riconducibili a ragioni di stagionalità, e siano quindi esclusi da limitazioni quantitative ai sensi dell’articolo 10, comma 7, lettera b), del Dlgs 368/2001.

Tale norma, lo ricordiamo, dispone che l’individuazione, anche in misura non uniforme di limiti quantitativi di utilizzo del contratto a tempo determinato è affidata ai contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati dai sindacati comparativamente più rappresentativi, e che «sono in ogni caso esenti da limitazioni quantitative i contratti a termine conclusi per ragioni di carattere sostitutivo, o di stagionalità, ivi comprese le attività già previste nell’elenco allegato al decreto del Presidente della Repubblica 7 ottobre 1963, n. 1525 e successive modificazioni». In ogni caso, l’individuazione delle località a prevalente vocazione turistica, ove si collocano tali assunzioni a tempo determinato, sarà definita dalle organizzazioni territoriali aderenti alle parti stipulanti il Ccnl con apposito accordo.

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