Filtra per categoria

Naspi, accredito figurativo limitato

Naspi limitata per accredito figurativo dei contributi pensionistici
L’articolo 12 del Dlgs 22/15 in tema di Naspi, disciplinando l’accredito figurativo che spetta al lavoratore percettore del trattamento per il periodo di godimento dell’indennità, introduce un limite all’accredito stesso che invece non era previsto in regime di Aspi.

Nello specifico la disciplina Naspi, nel prendere a base la retribuzione media mensile dell’ultimo quadriennio quale parametro per l’accredito figurativo (l’Aspi prendeva a base l’ultimo biennio) lo limita però all’importo che deriva dalla moltiplicazione del massimale Naspi (1.300 euro per il 2015) per il coefficiente 1,4, determinando per il 2015 l’importo di 1.820 euro.

Questo arretramento di tutela rispetto all’Aspi viene mitigato attraverso il meccanismo, alquanto complesso, previsto al 2° comma. Vale a dire che le retribuzioni computate nei limiti di cui al comma 1, rivalutate fino alla data di decorrenza della pensione, non sono prese in considerazione per la determinazione della retribuzione pensionabile qualora siano di importo inferiore alla predetta retribuzione media pensionabile ottenuta non considerando tali retribuzioni. In pratica si “sterilizza” il periodo di accredito figurativo in pendenza di Naspi se questo abbassa la retribuzione media pensionabile anche se, evidentemente, qualora si fosse lasciata la possibilità di considerare, senza limiti all’accredito, la retribuzione media percepita tout court (come avveniva per l’Aspi), il parametro medio pensionabile avrebbe potuto anche aumentare.

Rimane salvo il computo dell’anzianità contributiva relativa ai periodi eventualmente non considerati nella determinazione della retribuzione pensionabile ai fini dell’applicazione dell’articolo 24, comma 2, del Dl 201/11, convertito con modificazioni dalla legge 214/11. Per capire bene quest’ultima previsione è necessario approfondire la norma citata, rivisitata e modificata dalla legge di Stabilità 2015. In precedenza era previsto che dal 1° gennaio 2012, con riferimento alle anzianità contributive maturate a decorrere da tale data, la quota di pensione corrispondente a tali anzianità fosse calcolata secondo il sistema contributivo. Ora il legislatore ha stabilito che in ogni caso l’importo complessivo del trattamento pensionistico non può eccedere quello che sarebbe stato liquidato con l’applicazione delle regole di calcolo vigenti prima della data di entrata in vigore del citato Dl 201/11, computando, ai fini della determinazione della misura del trattamento, l’anzianità contributiva necessaria per il conseguimento del diritto alla prestazione, integrata da quella eventualmente maturata fra la data di conseguimento del diritto e la data di decorrenza del primo periodo utile per la corresponsione della prestazione stessa.

-->