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CU: correzioni entro il 12 marzo

Correggibili solo le certificazioni inviate entro lunedì.
Via libera entro domani alla correzione senza sanzioni delle certificazioni uniche ma solo in caso di inoltro entro lunedì scorso del file regolarmente recepito dal sistema telematico.

Ove invece, il sostituto d’imposta nell’ambito della ordinaria fornitura (file) avesse dimenticato di inserire uno o più percettori, la certificazione unica omessa non potrà essere sanata e sarà quindi oggetto di sanzione. È questo un punto delicato che bisogna tenere in debito conto per la gestione delle certificazioni correttive prevista dall’articolo 2 del decreto legislativo n. 175/2014.

Il quadro in sintesi
Gli interventi di sostituzione/annullamento senza sanzioni presuppongono l’avvenuto invio nei termini della certificazione, anche se con dati errati. Ne consegue che, laddove la certificazione non sia stata inviata nel termine di legge, l’omissione non è più regolarizzabile. Per le certificazioni aventi a oggetto redditi che non confluiscono nel modello 730 resta comunque possibile l’invio telematico anche oltre la scadenza di legge stabilita lunedì scorso.

La sanzione prevista è quella delineata dall’articolo 2 del Dlgs 175/2014 pari a 100 euro per ogni certificazione errata (e non sanata nei 5 giorni successivi), tardiva od omessa; sanzione che, va ricordato, colpisce direttamente il sostituto e non l’intermediario che ne ha eventualmente curato l’inoltro telematico.

La correzione va gestita con la spedizione di un modello sostitutivo e/o di annullamento attraverso l’elaborazione di una nuova certificazione che sostituisce in tutto e per tutto la precedente, poiché non è possibile integrare o eliminare direttamente solo i dati della certificazione originaria da correggere.

Vediamo nel dettaglio i passaggi operativi per una correzione senza errori delle certificazioni anche alla luce dei chiarimenti che le Entrate hanno diramato sul filo di lana con le Faq del 6 marzo scorso.

Il reinvio senza sanzioni
Laddove il contribuente avesse inviato una certificazione non corretta all’interno di una fornitura contenente altre certificazioni, può procedere a un invio sostitutivo delle sole attestazioni errate, non essendo necessario, per forza, reinviare l’intero file. Sotto il profilo operativo la correzione va fatta direttamente con la spedizione di un modello sostitutivo, ovvero di una nuova certificazione completa in tutte le sue parti, poiché non è necessario (ancorché sia comunque possibile) passare prima attraverso l’annullamento e poi successivamente procedere con l’inoltro del modello suppletivo. La questione è stata affrontata dall’Agenzia nelle Faq dello scorso 6 marzo nelle quali sono state descritte nel dettaglio le modalità attraverso le quali procedere alle correzioni.

La sostituzione avviene barrando la casella posta nel frontespizio del modello, impostando con il valore “S” il campo 9 della parte fissa del record D della certificazione che si intende sostituire e riportando nei campi 6 e 7 della parte fissa del record D il protocollo telematico attribuito dai servizi telematici alla singola certificazione che si intende sostituire. Qualora nell’attestazione originaria che si intende sostituire fossero presenti sia la certificazione di redditi di lavoro dipendente che quella di redditi di lavoro autonomo, il nuovo modello dovrà contenere entrambe le aree della certificazione, ancorché le modifiche abbiano interessato solo una parte della certificazione.

Nel caso in cui l’intervento fosse mirato, invece, all’annullamento del modello, poiché ad esempio l’operatore si è accorto che una o più certificazioni all’interno della fornitura sono da annullare, in quanto erroneamente allegate al flusso telematico (file) inviato, si deve procedere con l’invio di un modello di annullamento, avendo cura di barrare la casella posta in alto nel frontespizio del modello, impostando con il valore “A” il campo 9 della parte fissa del record D della certificazione unica che si intende annullare e riportando nei campi 6 e 7 della parte fissa del record D il protocollo telematico attribuito dai servizi telematici alla singola certificazione che si intende annullare. In questo caso i record G e H non devono essere riportati.

Lo scarto tematico
Laddove il contribuente avesse, invece, inviato correttamente nei termini un file che è stato successivamente scartato dal servizio telematico dell’agenzia delle Entrate si dovrà procedere a un nuovo invio nei cinque giorni lavorativi successivi alla data di ricezione della ricevuta attestante lo scarto, per non incorrere in alcuna sanzione. Allo stesso modo qualora entro il 12 marzo prossimo si proceda all’invio del modello sostitutivo e lo stesso venga scartato dal sistema di ricezione telematico del file, vi saranno comunque altri cinque giorni lavorativi per poter procedere al corretto reinoltro senza sanzioni.

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