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Nuovo adempimento con la pubblicazione del contratto a tutele crescenti

Ulteriore adempimento per datori di lavoro.
Il nuovo adempimento a carico dei datori di lavoro, la cui omissione comporta una sanzione amministrativa, è prevista dall’art.6, comma 3, del decreto legislativo delegato sulle tutele crescenti nei licenziamenti, approvato in via definitiva dal CDM il 20 febbraio scorso, in vigore dal giorno successivo a quello di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ormai imminente.

Infatti, la norma citata ,inserita nell’articolo inerente l’ offerta di conciliazione che il datore di lavoro può attivare , proponendo al lavoratore, entro i termini di impugnazione stragiudiziale del licenziamento, ( 60 giorni dal ricevimento della comunicazione di licenziamento), in una delle sedi di cui all’articolo 2113, comma 4, cod. civ., (Giudice lavoro, Commissione Provinciale di Conciliazione ed in sede sindacale) ed all’articolo 82, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 (Commissioni di certificazione), un importo che non costituisce reddito imponibile ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e non è assoggettata a contribuzione previdenziale, un ammontare pari a una mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto per ogni anno di servizio, in misura comunque non inferiore a due e non superiore a diciotto mensilità, mediante consegna al lavoratore di un assegno circolare.

L’accettazione dell’assegno in tale sede da parte del lavoratore comporta l’estinzione del rapporto alla data del licenziamento e la rinuncia alla impugnazione del licenziamento anche qualora il lavoratore l’abbia già proposta.

La disposizioni in esame, al comma 3, stabilisce che:

  1. Il sistema permanente di monitoraggio e valutazione istituito a norma dell’articolo 1, comma 2, della legge 28 giugno 2012, n. 92, assicura il monitoraggio sull’attuazione della suddetta disposizione.
  2. A tal fine la comunicazione obbligatoria telematica di cessazione del rapporto di cui all’articolo 4-bis dec.legvo n.181/2000 è integrata da una ulteriore comunicazione, da effettuarsi da parte del datore di lavoro entro 65 giorni dalla cessazione del rapporto, nella quale deve essere indicata l’avvenuta ovvero la non avvenuta conciliazione di cui al comma 1, la cui omissione è assoggettata alla medesima sanzione prevista per l’omissione della comunicazione di cui al predetto articolo 4bis.(sanzione amministrativa di importo variabile da 100 a 500 euro per ogni lavoratore interessato.)

Pertanto, si prevede che il modello di trasmissione della comunicazione obbligatoria va conseguentemente riformulato, cosa che si ritiene potrà intervenire entro i 65 giorni successivi alla data d’entrata in vigore del decreto legislativo delegato di cui trattasi.

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