Filtra per categoria

Chiarimento MEF Certificazione Unica

Certificazione unica, doppio invio ok
Sì al doppio invio per la certificazione unica. E’ infatti possibile trasmettere le certificazioni relative ai redditi autonomi non occasionali ed esenti oltre il 9 marzo anche se il sostituto ha erogato redditi a percettori “settetrentisti” .

E’ quanto emerge dalla risposta fornita ieri dal sottosegretario al Mef, Enrico Zanetti, al question time presentato dalla deputata M5S, Carla Ruocco, in commissione Finanze alla Camera.
Con il comunicato stampa del 12 febbraio scorso, l’Agenzia, al fine di semplificare l’adempimento dell’invio telematico della nuova Certificazione unica, ha concesso la facoltà di scegliere se inviare o meno nei termini di legge le certificazioni irrilevanti ai fini della precompilazione del modello 730 (nello stesso senso la risposta n. 2.9 della circolare n. 6/E/2015 di Telefisco). In pratica, in presenza di percettori titolari di partita Iva o di redditi esenti, il sostituto può procrastinare l’invio della Cu rispetto alla scadenza del 9 marzo prossimo, senza rischio di sanzioni.

Sussistevano però dei dubbi in merito alla portata del possibile esonero dall’invio, in quanto non era chiaro se la dispensa riguardasse le singole certificazioni relative ai soli percipienti che hanno conseguito esclusivamente redditi irrilevanti ai fini della dichiarazione precompilata – con la conseguenza che gli operatori sarebbero quindi obbligati ad inviare solo quelle degli altri percipienti cui sono stati erogati nel 2014 redditi rilevanti ai fini della precompilata – oppure se la presenza di percipienti con redditi tassabili nel modello 730, costringesse comunque il sostituto d’imposta per una sorta di “attrazione”, ad inviare anche le certificazioni relative agli altri percettori di redditi invece irrilevanti a questo fine.

Nella risposta al question time di ieri si dice che nell’ipotesi in cui il medesimo sostituto abbia rilasciato ai diversi percipienti certificazioni sia redditi imponibili che redditi esenti, quest’ultimo dovrà procedere, nei termini stabiliti, all’invio di tutte le certificazioni contenenti i redditi imponibili, mentre potrà scegliere se inviare o meno la certificazione relativa al sostituito che abbia percepito esclusivamente redditi esenti.

Si pongono, sulla portata della risposta, un paio di considerazioni.
In primis occorre sottolineare che la risposta ha direttamente trattato solo il caso in cui si sia in presenza di redditi esenti e come tali, quindi, irrilevanti ai fini della precompilata. Diamo per assodato che la stessa soluzione tracciata nel QT, si applica anche quando lo stesso sostituto ha corrisposto redditi non dichiarabili nel modello 730, come, tipicamente, in presenza di percettori titolari di partita Iva.
L’altro aspetto è quello che riguarda il caso in cui il sostituto abbia erogato allo stesso percettore nel corso del 2014, redditi sia rilevanti che irrilevanti ai fini della dichiarazione precompilata. E’ il caso, ad esempio, del sostituto che ha pagato al medesimo soggetto redditi come lavoratore dipendente e come titolare di partita Iva. I casi non sono infrequenti soprattutto con riguardo ad ex dipendenti diretti licenziati e/o in mobilità, che poi hanno aperto la partita Iva come “superminimi”.

Anche in questa ipotesi, anche se la risposta non lo dice espressamente trattando il caso di diversi percipienti, è da ritenere possa valere la soluzione prospettata, anche alla luce del fatto che nelle istruzioni alla compilazione CU si dice che i sostituti possono suddividere il flusso telematico inviando le certificazioni dati lavoro dipendente ed assimilati separatamente dalle certificazioni dati lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi.
Quindi il sostituto potrà scegliere di inviare entro il 9 marzo la sola certificazione inerenti i redditi di lavoro dipendente e successivamente quella relativa ai redditi da partita Iva, senza rischiare l’irrogazione di sanzioni. 

-->