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Tfr in busta dal 01/03/2015 (l. 190/14)

Per l’opzione del Tfr si attende ancora il modello
Il lavoratore che in base allaLegge 190/2014 , articolo 1 commi 26-34, dal l’1 marzo 2015 volesse richiedere al proprio datore il Tfr in busta paga dovrà optarlo con apposita modulistica .

L’opzione è irrevocabile per il periodo transitorio fissato dal mese di marzo 2015 al 30 giugno 2018 e prevale anche sulle opzioni precedenti già effettuate ed inerenti i versamenti al fondo di previdenza complementare
Questa modulistica consentirà di opzionare la Quir, cioè la Quota maturanda del trattamento di fine rapporto come parte integrativa della retribuzione, che i dipendenti del settore privato potranno scegliere di ricevere nel cedolino mensile nel rispetto della legge di Stabilità 2015. Il Dpcm previsto dalla legge 190/2014 per dare attuazione alla riforma è stato inviato al Consiglio di Stato e presumibilmente il Tfr in busta paga farà il suo esordio l’1 marzo prossimo in busta paga . A detto decreto è allegato anche il fac simile di richiesta.

I dipendenti potranno chiedere il pagamento mensile in busta paga della quota di Tfr maturanda. La scelta è volontaria e le future quote di Tfr optate per il pagamento non verranno più accantonate ai fini della liquidazione del Tfr alla cessazione del rapporto, ovvero non saranno versate alla previdenza complementare nel periodo 1 marzo 2015-30 giugno 2018.
La Quir verrà tassata con aliquota fiscale ordinaria e quindi non a tassazione separata, più agevolata, e non sarà soggetta a contribuzione previdenziale , sia per il datore,sia per il lavoratore , trattandosi di Tfr .
Più di qualche esperto , tra cui gli stessi consulenti del lavoro , hanno evidenziato una criticità da un punto di vista fiscale , in specie per coloro che percepiscono redditi medio alti , in quanto penalizzati evidentemente dalla maggiore aliquota marginale : il che costituirebbe un maggiore vantaggio per le casse erariali piuttosto che per i percettori .

Il Tfr pagato mensilmente avrà impatto, essendo a tassazione ordinaria, sulle detrazioni, anche se le quote di Tfr non verranno considerate nel computo del reddito complessivo per la concessione del bonus da 80,00 euro. Come detto, non incide sull’imponibile ai fini Inps.
Con la compilazione e la consegna al datore del modulo per la Quir la stessa dovrà essere pagata dal mese successivo nelle aziende con più di 50 dipendenti e a tre mesi dalla consegna per le aziende sotto i 50 lavoratori dipendenti.
Il maggiore tempo per le piccole imprese è dovuto alle tempistiche necessarie per l’approvigionamento finanziario ed accedere ai prestiti delle banche assistiti dal Fondo di garanzia dello Stato.
La Quir è riconosciuta a richiesta volontaria ai dipendenti del settore privato con esclusione dei domestici, del settore agricolo e delle aziende in crisi o in procedure concorsuali.

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