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Escluse sanzioni per mancata certificazione entro il 09/03/2015 per le partite iva

Certificazione unica, debutto soft.
Niente sanzioni per le certificazioni uniche inviate alle Entrate oltre il 9 marzo ma solo se riguardano redditi non dichiarabili nel modello 730.

A guardare il bicchiere mezzo pieno, il comunicato diffuso ieri dalle Entrate va incontro a una delle questione poste con forza nelle ultime settimane da professionisti e sostituti d’imposta: troppo poco tempo per procedere all’invio della certificazione che da quest’anno prende il posto del Cud e imbarca anche i redditi degli autonomi con il conseguente rischio di incappare in sanzioni (100 euro a certificazione per omissioni o errori) considerati anche i tempi ristretti (cinque giorni) per le correzioni e l’impossibilità di effettuare il ravvedimento. A guardare il bicchiere mezzo vuoto, invece, i diretti interessati restano preoccupati per le modalità in cui è avvenuta la comunicazione della non sanzionabilità.

Il comunicato
L’agenzia delle Entrate ieri ha concesso due aperture per il primo anno di invio della certificazione unica, i cui dati rappresenteranno l’elemento cardine del 730 precompilato per circa 20 milioni di italiani.

Gli operatori potranno scegliere se compilare la sezione dedicata ai dati assicurativi relativi all’Inail e se inviare o meno le certificazioni contenenti esclusivamente redditi esenti.

Le certificazioni uniche solo con redditi non dichiarabili con il 730 (come i redditi di lavoro autonomo non occasionale) possono essere inviate anche dopo il 9 marzo senza sanzioni.

In altri termini, tutte le certificazioni che servono per la precompilata vanno inviate entro il 9 marzo. Per le altre, cioè quelle che hanno esclusivamente redditi di lavoro autonomo non occasionale, le Entrate non applicheranno sanzioni in caso di ritardi. Che cosa succede se un soggetto ha redditi di lavoro sia dipendente sia autonomo non occasionale? Interpellata sul punto dal Sole 24 Ore, l’Agenzia ha precisato che è possibile fare due invii separati: la prima certificazione (redditi di lavoro dipendente) andrà inviata entro i termini mentre per la seconda (lavoro autonomo non occasionale, non dichiarabile con il 730) non saranno applicate sanzioni per l’eventuale ritardo. Le certificazioni con redditi di lavoro autonomo occasionale vanno, invece, trasmesse entro il 9 marzo, poiché tali redditi sono dichiarabili mediante il modello 730.

Le reazioni
«Sono moderatamente soddisfatto». Così Gerardo Longobardi, presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti commenta l’apertura sulla certificazione unica. E spiega: «Abbiamo avuto diversi incontri con il direttore dell’Agenzia, Rossella Orlandi, e con il viceministro all’Economia Casero, e data l’impossibilità di una proroga abbiamo proposto un piano B che ritrovo ora nel comunicato». «Sono convinto – aggiunge il consigliere nazionale dei commercialisti Luigi Mandolesi, che data la situazione non si poteva ottenere di più». Per Marina Calderone, presidente del Cup, il Comitato unitario delle professioni «è un segnale di apertura importante che va colto, è però necessario un Dpcm che consenta di ratificare per legge la buona volontà dell’Agenzia».

La soluzione di compromesso non soddisfa i sindacati dei commercialisti: sia Marco Cuchel che Fazio Segantini, presidenti rispettivamente dell’Anc e dell’Ugdcec, aspettano di essere convocati dalle Entrate, come richiesto nella lettera congiunta delle sette sigle sindacali del 9 febbraio. Anc e Unione chiedono la proroga, i tempi concessi sono troppo stretti dato che il software per la «Cu» è in linea dal 5 febbraio, sottolineano, e secondo lo Statuto del contribuente da quel giorno dovrebbero passere almeno 60 giorni (dal canto loro le Entrate hanno precisato ieri che le specifiche tecniche sono state diffuse con «largo anticipo rispetto al termine ultimo del 15 febbraio»). Mentre la Fondazione commercialisti italiani ha segnalato al Garante che il 730 precompilato violerebbe la privacy.

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